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Feb 15

Il silenzio assordante della diplomazia made in Italy.

foto di www.ispionline.it

foto di www.ispionline.it

Dalla lettura dei giornali emergono diversi temi che dovrebbero indurci a riflettere in merito al ruolo dell’Italia in Europa e nella diplomazia internazionale.

La prima riflessione la vorrei dedicare alla crisi economica  greca. L’Europa, (l’Italia in particolare) è fortemente esposta sotto il profilo finanziario. Il debito greco potrebbe arrivare ad ammontare a circa 60 miliardi di € cifra che l’UE, e quindi anche l’Italia, non può permettersi di perdere, con l’uscita della Grecia dall’Area Euro. In tale scenario, la Germania della Merkel sta facendo l’ago della bilancia nella condotta delle trattative che dovrebbero portare, probabilmente nella prossima settimana, a una rinegoziazione del debito (possibile una dilazione dei tempi di riequilibrio). Nonostante l’esposizione del nostro Paese, il ruolo del nostro Governo nell’operazione appare del tutto marginale. I cittadini che hanno sostenuto, con l’incremento del gettito fiscale, anche lo stanziamento delle risorse per il c.d. Fondo Salva Stati, meriterebbero maggiore chiarezza sulla portata della crisi greca, sul rischio che grava sull’Italia e sulle misure che il Governo intende porre in essere.

La seconda riflessione riguarda la gestione della crisi Ucraina. Il “cessate il fuoco” definito con gli accordi Minsk-2, riporta sulla scena la coppia Germania e Francia come vera locomotiva dell’Europa. La diplomazia europea e Italiana sono state schiacciate dalla personalità politica del leader Francese e Tedesco. L’Alto Rappresentante per la Politica Estera Europea (l’Italiana F. Mogherini) è stato “lasciato alla porta”.   Tale atto palesa il complessivo fallimento delle Istituzioni Europee che pur dovevano essere forti del recente consenso elettorale espresso  dai cittadini.   L’Europa è un gigante con i piedi d’argilla. Il sogno degli Stati Uniti d’Europa rimane un miraggio politico. L’UE resta un grande e ricco mercato  gestito da Stati Nazionali Sovrani in cui prevalgono gli interessi e le capacità dei più forti a scapito di una politica comune che sostenga i cittadini europei. Pensiamo alla scarsa tutela di cui godono i nostri prodotti tipici  gli allevatori (vds quote latte) e gli agricoltori italiani. La gestione europea degli accordi di scambio e doganali finisce per penalizzare i produttori Italiani che spesso non riescono a competere con i bassi costi di produzione di Paesi extra europei.

La terza riflessione riguarda il caso dei MARO‘. Non è qualificabile l’incapacità di riportare in Italia dei servitori dello Stato detenuti in un Paese straniero per aver operato nel contesto di una operazione internazionale in una zona di mare non nazionale. Gli USA hanno accettato di far processare in Italia i piloti che causarono l’incidente alla funivia di Cavalese? E’ stato indagato il militare che sparò sulla macchina in cui viaggiavano Calipari e la giornalista Sgrena? La debolezza diplomatica italiana è stata tale da non riuscire in questi anni a coinvolgere in modo significativo le Nazioni Unite e dell’UE. nella gestione politica e diplomatica della questione.

Ultima riflessione riguarda l’avanzata dell’ISIS in Libia che minaccia gli interessi e i cittadini italiani nel Paese africano.

Non è possibile apprendere dai giornali che questi estremisti minaccino il Ministro degli esteri italiano e parlino del nostro Paese come un obiettivo nel raggio di azione dei missili. Sicuramente si tratta di propaganda e di minacce provocatorie. Tuttavia, occorre rendere sicuri i nostri confini limitando anche l’accesso incontrollato di clandestini. Ancor di più si avverte l’esigenza di realizzare zone umanitarie internazionali sulle coste africane in cui gestire le emergenze internazionali in atto (al riguardo vedi le mie riflessioni sul crescente numero di sbarchi in Italia) .

Credo che i cittadini italiani meritino di più. I politici italiani, strapagati e mantenuti a vita dagli Italiani, a prescindere dal colore o dal partito di appartenenza dovrebbero operare con maggiore attenzione per restituire al Paese una sufficiente sicurezza e la dignità che merita in ambito internazionale.

Per il momento è solo un silenzio assordante.

 

Fonte

Libero;

La Stampa

Alan Friedman

 

 

Il silenzio assordante della diplomazia made in Italy.ultima modifica: 2015-02-15T13:49:22+01:00da giacinto3974fgy
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2 comments

  1. frenk829

    La lettura non fa altro che confermare che quest europa cosi fatta non serve a niente tanto meno all italia dato che e un europa governata dalla Germania guarda chi è andata a parlare con putin io dico riprendiamoci la sovranità popolare e monetaria e favoriamo il mercato interno solo cosi potremo tutelare il nostro made in italy definitivamente svalutato dal semestre europeo renziano …fuori dall euro dall eutopa e ritiro di tutte le truppe non sono nostre guerre ma dell america che ha alimentato l isis armandoli e uccidendo chi manteneva ordine sociale pervarrivare al loro petrolio…

    1. giacinto3974fgy

      Grazie di aver commentato e dedicato del tempo alla mia riflessione. Credo che l’escalation a cui stiamo assistendo in queste ore e le minacce rivolte al nostro Paese impongono di affrontare il problema dell’IS con una Unità istituzionale e politica senza precedenti nel secondo dopoguerra.
      Tale problema impone all’iTalia di interrompere il silenzio assordante della propria diplomazia.

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