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Mar 03

Le proposte del Presidente dell’INPS

Interessanti proposte del Presidente dell’INPS. Come realizzarle?

Questa mattina leggendo il Corriere della Sera mi sono imbattuto in una intervista al Presidente dell’INPS. Tale circostanza è stata l’occasione per il numero 1 dell’INPS per formulare alcune proposte:

  • reddito minimo per contrastare le situazioni di povertà;
  • forme di flessibilità sull’età di uscita anticipata dal lavoro, con pensioni proporzionalmente più leggere.

Tali proposte dovrebbero essere dirette a combattere la povertà e potrebbero essere attuate attraverso un migliore impiego della spesa pubblica.

Il pensiero del presidente Boeri è sicuramente condivisibile. Peraltro, la proposta di un reddito minimo richiama molto il famoso cavallo di battaglia dei pentastellati ovvero il  reddito di cittadinanza. La proposta del Presidente dell’INPS potrebbe accrescere l’inclusione dei cittadini che  rimangono ai margini della società per la nota emergenza lavorativa.

Per valutare la portata delle suddette proposte occorre chiarire cosa si intenda per migliore impiego della spesa pubblica. Nello specifico, se si intende taglio di servizi o blocchi stipendiali finiremo per accrescere la povertà avviandoci verso la tristissima realtà della Grecia.

Se per migliore impiego delle risorse si intende tagli degli sprechi nella gestione pubblica o dismissione di parte delle proprietà statali per ridurre il debito pubblico del Paese, allora si potrebbe avere maggiore speranza per reperire i fondi necessari per il reddito minimo. Al riguardo, ci sarebbe però da domandarsi dove sia finita la tanto decantata spending review . Probabilmente insabbiata in un cassetto?

Di sprechi in Italia ce ne sono tantissimi. Pensiamo alla gestione immobiliare del comune di Roma con case affittate per poche centinaia di euro nel pieno centro storico oppure pensiamo alle oltre 1000 sedute del consiglio e delle commissioni comunali presso il comune di Agrigento (molte delle quali durate il tempo strettamente necessario per far scattare il diritto al gettone di presenza). Per non parlare poi  dei Vitalizi che in Sicilia possono essere corrisposti anche ai figli del deputato in caso di morte del genitore.

Tale beneficio è stato completamente stravolto. Il Vitalizio nasceva, infatti, con i padri costituenti per garantire a tutti l’accesso alla vita politica tenuto conto che, prima di allora, era stato prerogativa esclusiva dei nobili. Peraltro, le precarie condizioni dell’economia italiana e le scarse tutele presenti per i lavoratori non permettevano alle classi meno abbienti di lasciare l’attività lavorativa per dedicarsi alla politica. Oggi, tuttavia, i tempi sono cambiati. Ci sono tutele che salvaguardano i posti di lavoro. Non è possibile spendere miliardi di euro per far campare di rendita delle persone per il sol fatto di aver preso parte ad una legislatura o, peggio ancora, per essere stato, anche un solo giorno, Onorevole/Senatore/Consigliere regionale.

Quanti miliardi di euro potrebbero essere recuperati tagliando vitalizzi e sprechi dell’apparato politico-istituzionale? E’ possibile che ogni iniziativa debba essere sostenuta con i sacrifici del contribuente mentre gli sprechi della casta non vengono mai toccati?

Mi domando inoltre, quante persone andrebbero mantenute con questo reddito di cittadinanza. In un paese in cui fioccano i falsi invalidi e corrotti che campano di tangenti non mi stupirei che il diritto fosse esteso a un esercito di persone “sine reddito” non gestibile per le casse dello stato.

Viviamo in un momento in cui il clientelismo è alle stelle nel paese e le difficoltà economiche sono tali che molte famiglie sarebbero pronte a tutto per arrivare a fine mese.

Tali problematiche sono riconducibili a una  questione morale? Io penso di si. Occorre che ci sia maggiore solidarietà sociale che coinvolga tutti, politici compresi.

Bisogna essere realisti. Le proposte vanno accompagnate dal “come” agire per conseguire i risultati ambitii per evitare che le idee rimangano delle scatole vuote o parole lasciate perdersi al vento.

Le proposte del Presidente dell’INPSultima modifica: 2015-03-03T18:19:58+01:00da giacinto3974fgy
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