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Apr 11

Job act: Il flop delle assunzioni

Job act: solo 13 assunzioni in più fra gennaio e febbraio.

Foto dal Il Fatto Quotidiano

Foto dal Il Fatto Quotidiano

Recentemente l’INPS ha diramato i dati relativi alle nuove assunzioni nel primo bimestre del 2015. Nonostante l’introduzione delle norme del Job act e degli sgravi contributivi della legge di stabilità,  emerge un dato particolarmente negativo, una vera doccia fredda per il governo. Infatti, rispetto allo stesso periodo del 2014, risultano essere stati assunti solo 13 unità.

Nello specifico, a fronte di un incremento del 20% delle assunzioni a tempo indeterminato (gli esperti ritengono che il dato si ridimensionerà in senso riduttivo già a partire dal 2016) sono calati bruscamente i contratti a termine (-7%), i nuovi contratti di apprendistato (-11,3%) e le conversioni in contratti a tempo indeterminato dei rapporti a termine (-11,2%).

Secondo me il Governo ha sottovalutato un aspetto fondamentale. Non bastano le norme per far aumentare le assunzioni. Esse possono incrementare solo se aumenta la necessità di produrre da parte delle imprese. E’ necessario sostenere il mercato aumentando la capacità di spesa dei consumatori attraverso una sostanziosa e reale detassazione. La maggiore domanda spingerà le imprese a produrre di più e, conseguentemente, ad avere la necessità di maggiore personale per rinforzare il processo produttivo.

Solo sostenendo il mercato si potrà sperare che il recente quadro normativo possa contribuire al buon funzionamento del sistema

Fonte

INPS

Il Fatto Quotidiano

Job act: Il flop delle assunzioniultima modifica: 2015-04-11T16:37:53+02:00da giacinto3974fgy
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2 comments

  1. manarch

    Il Job Act non e’ una bacchetta magica, ma crea le condizioni per favorire nuove assunzioni. Il dato fondamentale che emerge e’ la semplificazione dell’intero mercato del lavoro. Sara’ piu’ facile assumere nuove persone a tempo indeterminato perche’ non costringe chi assume ad essere ricattato a vita.. Si deve licenziare allo stesso modo di come si assume, cioe’ facilmente e senza vincoli. Non esiste il posto fisso a vita. Solo i fannulloini e furbi hanno paura dei licenziamenti, chi lavora onestamente non ha niente da temere perche’ non si puo’ licenziare per motivi superficiali. facendo altre riforme strutturali e istituzionali si rendera’ l’Italia piu’ moderna e dinamica e sara’ un punto di riferimento per gli investitori stranieri. Piu’ investimenti significa piu’ posti di lavoro, e’ un processo non una bacchetta magica.

    1. giacinto3974fgy

      Grazie per il commento.
      Tuttavia non posso non rilevare che il discorso formulato appare ricalcare le classiche parole che recitano a memoria i fedelissimi renziani che fanno bella mostra di se nei talk show
      Non mi par di aver detto che il job act non serve a nulla.
      Ho precisato che un quadro normativo sic et sempliciter non può invertire il desolante andamento della disoccupazione italiana che, peraltro, colpisce soprattutto giovani e donne.
      Ciò che è necessario sono degli interventi sul mercato. fin quando saremo super tassati per finanziare la spesa corrente della CASTA non si potrà mai riattivare il ciclo virtuoso domanda-offerta.
      Se non c’è domanda le imprese non producono e quindi non assumono.
      Le uniche vere misure economiche sono state adottate dalla Banca Centrale europea con il quantitative easing. Il presidente Draghi, tuttavia, ha precisato che esse da sole non sono sufficienti.
      Occorre ridurre la pressione fiscale e rendere più agevole l’accesso al credito.
      Se il Governo renzi non capisce questo qualunque norma si approvi sarà del tutto inefficace come, del resto, i dati INPS hanno certificato inequivocabilmente

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